| Che continuo a fare? Cosa sto facendo? Perché devo portarmi alla rovina? Questa voglia di possedere, bramare e ardere per… cosa? Qualcosa di irraggiungibile e forse inesistente, qualcosa che tutti ambiscono ma nessuno riesce a raggiungere, se non graffiando, mordendo, lacerando… perché dovrei farlo? Non voglio… eppure sembra il motivo per cui si vive qui… e vengo lacerato. Perché l’uomo si costruisce delle strade che porteranno ad un qualcosa di assolutamente inutile. E’ INUTILE. Eppure continuiamo imperterriti a vagare in questo sospiro di vita che porta inevitabilmente ad una fine. Faccio quel che faccio, quel che voglio, quel che credo che sia giusto, tutto ciò che porta fatalmente al laceramento della mia anima. Continuerò fino alla fine, perché credo sia la cosa giusta. Preferisco morire di dolore seguendo le mie concezioni, i miei criteri. Sono troppo fragile, il mio velo di maya è troppo sottile… Sto scrivendo una marea di cazzate, continuando a piangere prima o poi capirò cosa c’è davvero sotto, qual è la verità. Dovrei pensare solo a me, vivere per me, io dovrei essere il mio mondo. Odio tutto questo.
Piantiamo un fiore, coltiviamolo, diamogli acqua ogni giorno, ripariamolo dalle intemperie, badiamo che non venga calpestato. Continua a crescere, si erige in altezza, inizia ad assumere la forma di un ramoscello, esile. La nostra gioia è tanta, vederlo crescere, essere artefici di una così bella creazione. Passa il tempo e notiamo il fusto che lentamente si irrobustisce. Ora siamo l’albero, si avvicina nostra madre… tasta il terreno intorno a noi, con il sorriso alle labbra. Improvvisamente una maschera nera si mostra avanti a voi, una scure a terra. Vedete quella scure e nient’altro. Avete fame e vi nutrite della vostra terra, ma stavolta niente acqua. Fortunatamente piove, cadono le gocce sulle vostre foglie, ma sono fredde… gelide. Sentite il vento tirarvi via, spingere il vostro delicato fusto. La scure è sempre lì, continua a fare freddo. Passa il tempo e spuntano alcuni rami, un po’ curvi per il vento troppo forte, continua a fare freddo. Arriva l’estate, vedete il sole erigersi, alzarsi e riscaldare i vostri primi boccioli; ma voi avete freddo.
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